Libri per aspiranti scrittori

Da poco sono uscita dalla categoria “aspiranti scrittori” e sono entrata in quella degli “scrittori”, ma finisce davvero qui il percorso formativo di uno scrittore? No di certo!

Scrivere per hobby o per lavoro, è un impegno costante e non si finisce mai di imparare e migliorarsi.

Sono giovane ma ho letto diversi libri sulla scrittura e ho intenzione di leggerne ancora tanti, spero che questo mio elenco di libri vi sia utile! E, naturalmente, aspetto i vostri commenti per sentire le vostre opinioni e in caso poterlo ampliare.

P.S. Un buon libro di scrittura non serve solo a un aspirante scrittore ma anche a un lettore curioso o un amante della narrativa in tutte le sue forme 😉

 

LETTI:

1. COME NON SCRIVERE UN ROMANZO di Howard Mittelmark.

Questa è una “guida all’incontrario” che non dà istruzioni su come si debba raccontare una buona storia, quanto piuttosto su ciò che mai si dovrebbe fare quando si scrive un libro. Il libro è diviso in sei parti in cui gli autori analizzano gli errori/orrori che si possono (e non si devono) trovare a livello di trama (incipit così lenti che si arriva a metà romanzo prima di capire cosa succede, scorciatoie e omissioni non plausibili), personaggi (poco caratterizzati, macchiettistici); stile (azzardi lessicali, avverbi a sproposito, cifra narrativa incoerente), ambientazione (contesti fuori luogo), “effetti speciali” (non parlate di sesso se non sapete farlo senza imbarazzo…), lettere di presentazione agli eventuali editori (scritte con una prosa che farà cestinare il romanzo ancor prima di averlo letto). Ogni errore è inserito ad arte in un contesto narrativo apparentemente plausibile ma che in realtà fa risaltare il “passo falso” contenuto, con un effetto divertente ma mai ridicolizzante. E soprattutto utile.

OPINIONE: E’ il mio manuale di scrittura creativa preferito! Perfetto se cercate una vera e propria guida “tecnica” di scrittura. Da studiare più che leggere molto attentamente e da tenere sempre sulla scrivania. Una vera e propria Bibbia per scrittori. Concordo pienamente con l’autore: il punto non è saper scrivere un libro ma sapere come non scriverlo, ovvero gli errori da evitare.

2. IL MESTIERE DI SCRIVERE di  Raymond Carver.

Il libro raccoglie brevi saggi, lezioni, note e articoli. È una difesa appassionata dell’artigiano letterario, ma contiene anche un’idea morale dell’atto narrativo, che secondo Carver non ha nulla a che vedere con la moralità delle idee degli scrittori, ma è una questione di scelte stilistiche. Carver detestava i trucchi letterari, anche quelli ben riusciti. Il rispetto e l’amore per la nitidezza, la precisione, l’attenzione al dettaglio sono il frutto di una ricreca letteraria che non è possibile separare dalla vita dello scrittore. Una ricostruzione di una lezione tipica di Carver con l’indicazione degli esercizi consigliati, completa il volume.

OPINIONE: Questo non è di sicuro un “manuale di scrittura creativa” in senso stretto. E’ principalmente l’autobiografia di uno scrittore di racconti brevi e poesie. Per quanto possa essere interessante la sua esperienza, mi trovo distante da lui poiché non è uno scrittore di romanzi. E’ stato sicuramente un errore mio non accorgermene prima di acquistare il libro, però mi ha sicuramente lasciato qualcosa. In poche parole consiglia di osservare meglio la realtà che ci circonda e prenderne spunto, a non mollare mai e a rivedere sempre i propri scritti.

3. LEZIONI AMERICANE di Italo Calvino.

“La “Leggerezza”, la “Rapidità”, l'”Esattezza”, la “Visibilità”, la “Molteplicità” dovrebbero in realtà informare non soltanto l’attività degli scrittori ma ogni gesto della nostra troppo sciatta, svagata esistenza.”

OPINIONE: Questa è una postuma raccolta di lezioni di Calvino, pubblicata postuma. Mi sono piaciuti i concetti e la sua rielaborazione ma non ho apprezzato la maggior parte degli esempi letterari perché erano troppo complessi per chi non conosceva gli altri autori a cui Calvino ha fatto riferimento. Errore mio di ignoranza? Probabile. Consiglio comunque questa lettura per gli aspiranti scrittori perché la leggerezza, l’esattezza, la visibilità, la molteplicità e la rapidità sono proprio dei punti cardine da seguire per scrivere delle buone storie.

4. CONVERSAZIONI DEL VENTO VOLATORE di Gianni Celati.

Conversazioni del vento volatore raccoglie vari scritti di Celati sulla letteratura, sul vivere, su come gli è andata la vita, sul prendere appunti, sul fare documentari, sulla fantasia, sullo scrivere novelle e sul riscriverle eccetera. Nati da interviste o colloqui, di cui mantengono la freschezza e la vivacità della voce che parla e racconta, dicono cose che raramente si sentono. Mai banali, sempre leggermente controcorrente, in polemica col mondo d’oggi, col quale Celati fa fatica a convivere e nel quale non si ritrova. Forse questo mondo andrebbe spazzato da un gran vento che lo pulisca dai furbi: andrebbe «defurbizzato», come diceva Cesare Zavattini.

OPINIONE: Il mio primo libro di scrittura! Ricordo solo di averlo divorato e che mi è piaciuto perché mi ha letteralmente aperto gli occhi su aspetti e mondi della scrittura che non conoscevo.

 

DA LEGGERE:

1.  IL VIAGGIO DELL’EROINA di  Maureen Murdock

Il viaggio dell’eroe, cioè quel percorso quasi obbligato che consente all’uomo di superare prove e confronti col mondo esterno per conquistare una nuova consapevolezza di sé, è valido anche per la donna? Oppure alla donna è riservato un viaggio che necessita di altri percorsi? Con questo libro, nato in risposta all’Eroe dai mille volti di Joseph Campbell (in seguito reinterpretato a uso degli scrittori da Chris Vogler nel suo Il viaggio dell’eroe), la Murdock, psicologa di estrazione junghiana, propone la sua risposta. Ed è quella di un viaggio articolato in dieci tappe, non necessariamente consequenziali ma disposte in un cerchio che simbolizza il divino femminile. L’inizio è segnato dalla separazione dal femminile, la Madre – cioè tutto ciò che l’eroina non vuol diventare – che produce un’identificazione con il Padre, il maschile. È entrando nel mondo maschile e scontrandosi con le prove che incontra sul percorso che l’eroina capisce che è arrivato il momento di essere anziché di fare. Da qui inizia il viaggio di ritorno verso la parte femminile, la fase cioè in cui bisogna riprendere possesso e cura delle proprie parti rimosse. È solo accettando il proprio essere donna che si potrà raggiungere l’unione degli opposti e il proprio equilibrio fisico e mentale. Solo adesso il viaggio dell’eroina è una missione compiuta. Ora che è diventata una donna indipendente dalle influenze degli altri ma capace, in quanto essere completo, di unirsi all’altro.

2. ON WRITING di Stephen King

Alla domanda: “Che cos’è ‘On Writing’?” Stephen King ha risposto: “È il romanzo della mia vita, non perché la mia vita sia un romanzo, ma perché la mia vita è scrivere”. Ecco perché questo libro è l’autobiografia di un mestiere in cui la storia personale e professionale del Re si fondono totalmente. Il brillante “Curriculum vitae” d’apertura ripercorre gli anni della formazione, in un collage di ricordi che dall’infanzia arrivano al primo, grande successo con “Carrie”; “Cassetta degli attrezzi” è un’acuta e disincantata elencazione dei ferri del mestiere – quali sono, a che cosa servono, come mantenerli efficienti e sempre pronti all’uso; “Sulla scrittura”, la parte più interessante per gli addetti ai lavori, illustra le fasi del processo creativo fino all’approdo editoriale; e infine “Sulla vita”, ricco di pathos, racconta come King abbia visto la morte da vicino, dopo lo spaventoso incidente in cui è stato coinvolto, e come, grazie alla scrittura, sia ritornato alla vita. Diario, confessione, chiacchierata… “On Writing” abbraccia e supera tutti i generi e, per l’aspirante scrittore, è uno strumento utile, ricco di esempi e riferimenti pratici, capace di affrontare senza fumosità un argomento difficile; per il lettore affezionato è un must in cui potrà ritrovare, nella loro dimensione reale, un’infinità di situazioni, storie e personaggi che hanno ispirato i romanzi di King. Introduzione di Loredana Lipperini.

3. CONSIGLI A UN ASPIRANTE SCRITTORE di Virginia Woolf. Una scrittrice straordinariamente prolifica, uno dei circoli letterari più esclusivi del Novecento, un diario che annota fedelmente opinioni, sensazioni, pensieri sui propri libri e su quelli degli altri, sugli autori classici e sugli amici più cari. Da questa miscela, che non ha avuto uguali nella storia letteraria, sgorga un flusso inarrestabile di domande e risposte, preziose e sorprendenti. Virginia Woolf si muove, con il suo stile inimitabile, tra conferenze, saggi e illuminanti pagine di diario, spiegando con limpida chiarezza un classico, stroncando James Joyce e forse Ernest Hemingway, riflettendo sulle strategie migliori per costruire un personaggio o per descrivere un paesaggio. Divise in tre sezioni – Leggere, Scrivere, Pubblicare – queste pagine ci consentono di entrare nell’officina di una narratrice prodigiosa e, al contempo, ci restituiscono il ritratto di una donna innanzitutto libera.

4. COME FUNZIONANO I ROMANZI di James Wood. 
Non esistono saggi analoghi sulla narrativa. Importanti scrittori e critici letterari si sono cimentati nell’analisi del romanzo, ma non hanno davvero esplorato l’istinto creativo, limitandosi nella maggior parte dei casi alla forma e allo stile o rivolgendosi a un pubblico di soli specialisti.
James Wood, uno dei maggiori critici letterari americani, si pone questo arduo obiettivo e tenta un approccio diverso, meno teorico. Forse più di ogni altra forma letteraria, la finzione narrativa vive in osmosi con il reale: nei romanzi e nei racconti, letteratura e vita creano un circolo virtuoso, arricchendosi vicendevolmente. Sul piano dell’esperienza individuale, chi legge, o scrive, affina il proprio sguardo sulla realtà, e vivendo impara a penetrare con maggior acume la pagina scritta, in una continua evoluzione. In tale prospettiva, analizzare gli elementi costitutivi della narrazione – l’intreccio, i personaggi, il dialogo, lo stile – e approfondire le tecniche dell’artificio può rivelarsi un prezioso strumento di conoscenza.
L’autore si interroga su alcune questioni cruciali: perché un romanzo o un racconto ci catturano? Esiste davvero il narratore onnisciente? Come si costruisce un personaggio e come lo si fa muovere e parlare? Quando i dettagli comunicano l’essenziale e rivelano la genialità di uno scrittore? Che cosa significa immedesimarsi? Perché alcune convenzioni letterarie diventano datate, mentre altre conservano la loro freschezza?
Cercando di fornire risposte da scrittore a quesiti certo non nuovi, Wood spazia dai poemi omerici alla letteratura infantile, dalla Bibbia a John Le Carré, da Gustave Flaubert a Henry James e a Cormac McCarthy, da Anton Cechov a Italo Svevo, da Jane Austen a Virginia Woolf, tracciando nel contempo una storia alternativa del romanzo. La macchina della narrazione viene smontata pezzo per pezzo, ma ogni aspetto rimanda sempre a un insieme complesso e “precipita” di volta in volta negli altri. Perché la casa della narrativa ha infinite stanze comunicanti, oltre ad avere infinite finestre, tutte aperte verso il mondo.

 

FONTI TRAME: http://www.goodreads.com

 

 

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